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Anemia e ginecologia

Anemia e ginecologia - Domuspharma

Anemia e Ferro

Nel mondo, ancora oggi, la carenza di ferro continua ad essere il maggiore disordine da deficit nutrizionale che affligge due miliardi di persone. Questa carenza nutrizionale è stata identificata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come uno dei dieci fattori di rischio per malattie, disabilità e morte nel mondo. In particolare, la carenza di ferro diventa un serio problema in gravidanza, in quanto contribuisce significativamente ad incrementare i rischi per la madre (parto prematuro e mortalità) e per il neonato (basso peso alla nascita e ritardo mentale). L'anemia è una condizione in cui il numero di globuli rossi non è sufficiente a trasportare abbastanza ossigeno da soddisfare i bisogni dei diversi tessuti e organi del corpo. In realtà esistono diverse forme di questo disturbo, ciascuna causata da fattori diversi. Anche la sua gravità può variare molto, passando dai casi di lieve entità a quelli molto gravi.

Che cos’è l’anemia?

In genere si parla di anemia quando i livelli di emoglobina nel sangue sono inferiori a 13 g/dl nel caso dell'uomo o 12 g/dl nel caso della donna. Esistono però anche altri modi per definire la malattia, fra cui valori di ematocrito inferiori al 40% nel caso degli uomini o al 37% nel caso delle donne. La riduzione dell'emoglobina può essere un problema temporaneo o cronico. In generale è più esposto al rischio di anemia chi soffre di carenze vitaminiche (in particolare di vitamina B12, C o di acido folico) o di ferro, di disturbi intestinali (celiachia inclusa), di mestruazioni troppo abbondanti, di malattie croniche come l'insufficienza epatica o renale e chi ha familiari che soffrono dello stesso problema. Inoltre durante la gravidanza è più facile andare incontro a un'anemia da carenza di ferro.

Quali sono le cause dell’anemia?

Livelli ridotti di globuli rossi possono essere associati a problemi nella loro produzione (come nel caso dell'anemia aplastica) o nella loro degradazione (anemie emolitiche), a emorragie, a difetti genetici (come l'anemia falciforme e le talassemie) o ad altre malattie (dall'artrite reumatoide alla leucemia). In realtà molte forme di anemia sono associate a carenze di ferro o di vitamine.

Quali sono i sintomi dell’anemia?

L'anemia può essere inizialmente asintomatica, ma l'aggravarsi del problema porta alla comparsa di sintomi come stanchezza, pallore, battiti cardiaci irregolari o accelerati, affanno respiratorio, dolori al petto, vertigini, problemi cognitivi, mani e piedi freddi e mal di testa.

Come si previene l’anemia?

Molti tipi di anemia non sono prevenibili con lo stile di vita. In alcuni casi è invece possibile ridurre la probabilità di sviluppare la malattia seguendo un'alimentazione ricca di vitamine e di ferro. Di acido folico sono ricchi gli agrumi, le banane, le verdure a foglia verde scuro, i legumi e i prodotti a base di cereali fortificati. La vitamina B12 è presente nella carne e nei latticini e si trova in alcuni derivati dei cereali e della soia fortificati. La vitamina C, utile perché aiuta ad assorbire il ferro, si trova negli agrumi, nel melone e nei frutti di bosco. Il ferro può essere assunto con la carne, i legumi, i cereali fortificati, i vegetali a foglia verde scura e la frutta essiccata.

PCOS Sindrome dell’Ovaio Policistico

L'ovaio policistico, noto anche come policistosi ovarica o sindrome di Stein-Leventhal, è una condizione caratterizzata da ovaie ingrandite e policistiche - cioè ripiene di cisti di varie dimensioni - e da tre sintomi quasi sempre presenti (triade):

  • amenorrea (assenza di mestruazioni);
  • irsutismo (aumento della peluria);
  • obesità.

In alcune donne si osserva anche una familiarità per la sindrome.
È stata documentata una condizione di familiarità anche se tuttora non è noto quale sia il preciso meccanismo di trasmissione ereditaria. E' stata ipotizzata una ereditarietà multifattoriale, influenzata, cioè dall'interazione di più geni.
È più probabile che il quadro patologico si manifesti in donne con anamnesi familiare positiva per diabete di tipo II, non insulino dipendente. Il rischio è maggiore se la paziente è in sovrappeso. Una condizione di obesità ed un elevato indice di massa corporea sono condizioni determinanti per il manifestarsi dei sintomi e dei segni propri della sindrome.

La sindrome dell'ovaio policistico può manifestarsi con mestruazioni assenti (amenorrea), o poco frequenti (oligomenorrea). Le mestruazioni spesso compaiono con una frequenza di 5-6 settimane; in alcuni casi anche solo una o due volte all'anno o addirittura mai. Altro sintomo è l’aumento dei peli superflui su viso e corpo (irsutismo), localizzati sul mento, sopra il labbro superiore, sugli avambracci, nelle parte inferiore delle gambe e sull'addome. Spesso è presente acne, di solito sul viso, e infertilità: l'assenza totale o la scarsa frequenza delle mestruazioni sono correlate alla mancata ovulazione; sono pertanto significativamente ridotte le probabilità di un concepimento.
Siccome l’esatta definizione di PCOS è ancora in fase di dibattito, il numero esatto di donne affette è sconosciuto. Le stime suggeriscono che fra il 5% e il 10% delle donne appartenenti a una fascia di età compresa fra i 18 e i 44 anni sono affette da ovaio micropolicistico.

Disfunzioni correlate con la PCOS:

  • insulino resistenza;
  • sindrome metabolica;
  • diabete;
  • obesità;
  • problemi cardiovascolari.

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