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Martedì, 07 Novembre 2017 11:29

Colesterolo alto. I rimedi naturali

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La nutraceutica è un settore della farmacologia che riguarda componenti alimentari, o principi attivi, presenti negli alimenti ed utilizzati terapeuticamente. Poiché le leggi attuali consentono un’immissione poco controllata di nutraceutici in commercio in quanto considerati al pari di “alimenti”, abbiamo disponibili una grande quantità di preparati utilizzabili, senza evidenze rilevanti sia sui meccanismi di azione che sull’efficacia clinica: spesso esistono solo dei dati dedotti da studi clinici di piccola entità, non controllati e talora non vi sono, o non sono particolarmente robusti, i presupposti teorici della loro efficacia. Inoltre, tranne che per il riso rosso fermentato, non esistono trials clinici che possano documentare la relazione tra questi interventi e la riduzione di eventi clinici. Accanto all’effetto farmacologico, esiste inoltre la possibilità di eventi avversi che la scarsa sorveglianza clinica rende meno prevedibili.
In questo articolo sono analizzate le caratteristiche delle molecole con una potenziale azione ipolipemizzante. I differenti nutraceutici hanno svariati meccanismi di azione: inibizione della sintesi del colesterolo attraverso principalmente un’azione sull’enzima HMGCoA reduttasi (policosanoli, polifenoli, aglio e, soprattutto, riso rosso fermentato), incremento dell’attività recettoriale LDL (berberina), riduzione dell’assorbimento del colesterolo intestinale (aglio, steroli vegetali, probiotici) ed anche capacità di interferire con il metabolismo biliare (probiotici, guggul). In base ai differenti meccanismi d’azione, alcuni nutraceutici sono quindi in grado di potenziare l’azione delle statine.
Sulla base delle informazioni disponibili, devono essere però sottolineate alcune categorie di soggetti che possono beneficiare particolarmente del trattamento con nutraceutici. L’indicazione migliore è rappresentata dai soggetti a medio e basso rischio cardiovascolare; altra indicazione è relativa ai soggetti che sviluppano effetti collaterali con i farmaci classici. Un’ulteriore categoria di pazienti è rappresentata infine da quelli che non raggiungono i target con la terapia classica nei quali l’aggiunta di un nutraceutico può avere un effetto additivo.

Articolo scritto da Carlo M. Barbagallo, Donatella Portera, Antonino Di Pietra, Filippo Longo e pubblicato sul n°4/2013 del Giornale Italiano dell’Arteriosclerosi.

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